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and the winner is… Andy Barbiero

On 21st February we had our first TAPED SPEECH CONTEST! Congratulations to all the contestants for their beautiful speeches: Susanna, Andy and Ivan. We loved all your speeches for the effort and passion you’ve put in it.

and the winner is…

Andy Barbiero!

What was it like returning after being absent for almost a year? Did you miss TM?

Honestly, I never felt like I left. I always follow the email corresponence, I read the Toastmasters magazine and I know the dates of all the meetings. I always plan on being at a meeting but, then I find myself in Turin or Rome for work. I do miss the meetings and dinners afterwards.

Why did you choose to return on the evening of a contest?

I was available to attend a meeting that day and I was intrigued with the idea that we could connect with outside clubs

Did the idea of a Taped contest intrigue you more that a regular contest?

The truth is, I thought “taped” ment video as well. It’s very difficult to express the emotions of a speech with only ones voice.

When you thought of this speech, did you think you could win?

Everything I say in my speech, I’ve already said in various workshops and presentations I’ve done for work. The trick was to organize it all into a 5-7 monute speech in a coherent and organized way. A “win” for me was when I was able to present it well and it was appreciated by the audience.

You’ve always been a speaker that looks at TM as a training ground and so you usually experiment. You were very relaxed in this speech. Did you try anything new in this speech or did you depend on past feedback to guide you.

Thanks to what I’ve learned from Toastmasters, I’m very conscious of how I use my body, vocal variety, how I organize my speech etc. I really think about all of these aspects when I prepare and deliver a speech. Then, it’s like Darren LaCroix, Toastmasters 2001 World Champion of Public Speaking said, “Stage time is what matters” The more times I deliver a speech, the more I can improve.  Another very important aspect neccessary for improvement is constructive feedback after the speech.  This is, in my opinion, something missing in TM speech contests. I think, at least, a short written evaluation should be provided to contestants by judges and/or audience members.

This was a speech with vivid descriptions describing how you remember your teachers. Did it help you to not  just talk about your work but also share your passion?

I think it’s the secret to a great speech: talking about something you know and are passionate about. It’s what makes a speaker able to relax when delivering the speech and helps the speaker really connect with the audience. Enthusiasm is infectious and sincerity is appreciated.

What do you think about the phrase: ”Education Is Not the Filling of a Pail, But the Lighting of a Fire”?

I absolutley agree. You can throw all of the information you want at a student but, he won’t learn anything until you’ve sparked an interest. Once he’s engaged, there’s no limit to what he can do.

What kind of teacher are you? “Certainly not someone dressed in a 1920s costume!”

I like to think that I’m a teacher that concentrates much more on how a student learns and less on how I teach. Making lessons personalized and memorable is the key to unlocking the true potential of a student. Helping that student find his “element” (defined as the point at which natural talent meets personal passion) should be the goal of all educators. As noted author and world-renowned eductor Sir Ken Robinson  says, “when people arrive at their element, they feel the most themselves, the most inspired and achieve at their highest levels.

A triumphant return..once again, congratulations for this victory. What’s next for you and TM?

I’ve scheduled myself as the evaluator for a speech at the March 20th meeting. I plan to be at as many meetings, do as many roles, and participate in as many contests as my work schedule will allow. I also want to visit the Torino club and our sister club, Milan easy as much as I can. I’d like to take this opportunity to encourage my fellow Toastmasters to do the same. Stage time is the key. The more you participate the more you grow. I’ve always had a passion for public speaking but, I was never able to perform to my potential. Toastmasters gives me the tools I need to improve and the venue to try out those tools to an audience of like-minded people that can give me important feedback to help me do better.

Thanks Andy for this great interview!

Andy Barbiero

(Italiano) Il silenzio e la voce

 

Toastmasters e Leadership

Quando ho iniziato la mia avventura come Toastmasters nel 2008, mi sono concentrata anzitutto sul percorso di Competent Communication perchè volevo vincere il mio demone: la paura di parlare in pubblico. Solo in un secondo momento e grazie a Valentina, la nostra President di allora che aveva a cuore l’argomento ed è una grande motivatrice, ho cominciato a prendere in considerazione anche il manuale di Competent Leadership.

Ma – in concreto – in cosa consiste il manuale di Competent Leadership e cosa propone? Partendo dal presupposto che un buon Leader è anche un buon comunicatore, il Toastmasters International ha sviluppato il manuale in modo tale da far sì che ogni Toastmaster nel mondo possa focalizzarsi di volta in volta in un progetto relativo alle abilità di Leadership: ascolto attivo, pensiero critico, capacità di dare feedback, time management, pianificazione, organizzazione e delega, sviluppo delle capacità di facilitazione, motivazione e mentoring. A ciascuna di queste skill è collegato un progetto che coinvolge più ruoli attivi collegati alle serate o alle attività del Club.

Vi faccio un esempio concreto: se decido di affrontare il progetto sull’ascolto attivo, il manuale mi spiega cosa s’intende per ascolto attivo, mi propone un breve questionario di autovalutazione per misurare le mie capacità di ascolto e che posso ripetere una volta che ho terminato il progetto. Il punteggio del questionario che posso condividere – se voglio – col mio Mentor per lavorare insieme a lui anche su questo aspetto, mi fornisce un primo feedback sulle mie capacità di ascolto.

Ma cosa accade se scopro di avere delle lacune? Posso lavorare su quelle lacune seguendo i suggerimenti che il manuale di Competent Leadership fornisce e allenarmi all’ascolto attivo impegnandomi sui progetti ad esso collegati nel corso delle serate Toastmasters e poi nella vita di tutti i giorni.

Quando ho compreso quanto potesse essere utile far andare di pari passo i due percorsi, è stato piuttosto facile iniziare a lasciare il mio manuale al General Evaluator di turno e ad essere valutata di volta in volta come Speech Evaluator, come Grammarian, come General Evaluator o come Toastmaster.

Da quest’anno, nel mio ruolo di President, ho deciso di sottopormi alla valutazione di Competent Leadership ogni volta che ricopro un ruolo perché per me è importante avere un feedback concreto dai miei colleghi.

Per questo, sin dall’inizio della prima stagione di vita del nostro The Xplorers, ad ogni riunione, non manco di citare il percorso di Competent Leadership e invito i miei colleghi Toastmasters a cimentarsi col manuale: perché m’interessa che – oltre a diventare buoni comunicatori – possano incrementare le proprie capacità di Leadership per avere successo nella vita e come Toastmasters. Chissà, magari tra noi c’è un futuro Area Governor, oppure un District Governor o… – perché no? – President del Toastmasters International. Solo coltivando le abilità di Leadership o incrementando la leadership naturale, potremo scoprirlo…

Buon Anno a tutti!

Ti ricordi di come eri impacciato?

Mi sono spesso interrogato su quale sia la vera forza di Toastmasters, un’organizzazione in continua espansione, che genera in ogni paese del mondo consensi ed entusiasmo crescenti, avendo come obbiettivo quello di migliorare nei suoi aderenti la capacità nel public speaking e le doti di leadership.

La risposta risiede nella cosiddetta formula dell’attività dei Clubs e delle strutture sovrastanti, aree, distretti, ecc.  Si tratta dell’intreccio tra esercizio pratico guidato, motivazione personale spontanea e ambiente amichevole.

Si lavora seriamente, sia da soli prima del meeting che insieme agli altri Club Members durante il meeting.  Prima ci si prepara, con uno sforzo guidato ma che lascia ampi spazi alla tua creatività e al tuo estro, e poi durante il meeting si presenta agli altri la propria performance, semplice o complessa che sia, ci si confronta, si fornisce e si riceve una valutazione.  Tutto questo avviene in un clima amichevole e stimolante, nel quale ognuno è incoraggiato a mostrare quello che sa fare e ben presto perde la paura di esporsi, di presentarsi così com’è. Perché capisce rapidamente che proprio in questo consiste il principale esercizio che tutti compiamo: quello di esporci, di mostrarci per quello che siamo, scoprendo che piano, piano (ma nemmeno poi tanto piano) correggiamo i nostri difetti, perdiamo i nostri piccoli o grandi vizi nell’esprimerci, impariamo le principali tecniche e qualche semplice trucco per non bloccarci davanti ad un uditorio.  E miglioriamo, miglioriamo continuamente, e ce ne accorgiamo noi per primi, ma ce lo sentiamo confermare anche dagli altri Club Members, che ci aiutano ad individuare i nostri punti deboli (points for improvement).

L’esercizio che così compiamo per tutta una stagione ci procura molti benefici: ci rende capaci di esporre in modo efficace le nostre idee o il nostro parere nell’attività lavorativa, soprattutto quando abbiamo davanti ad un gruppo nutrito di persone o ai livelli elevati dell’organizzazione aziendale, di fronte ai quali è naturale essere un po’ intimiditi, poiché in quella circostanza non si può sbagliare, quello è il momento in cui quelle persone si formano un giudizio su di noi, oppure lo possono cambiare.  Ma i benefici si manifestano anche nella vita extra lavorativa, quando comunque ci capita di dover condensare in poco tempo un messaggio da comunicare oralmente, ogni volta che ci relazioniamo ad un gruppo di altre persone, nell’assemblea degli studenti, in quella dei genitori della scuola dei nostri figli, in un dibattito pubblico a cui siamo andati perché siamo stufi di come sia male amministrata la nostra città o il nostro quartiere, ma anche, come capita a me, quando discutiamo con i nostri amici riuniti, con i quali abbiamo iniziato un discorso serio, o addirittura quando vogliamo raccontare loro una barzelletta. Quante volte ci siamo tirati indietro perché abbiamo avuto paura di non raccontarla bene?

A questo proposito Vi posso portare una mia testimonianza fresca, fresca, derivata dalle mie recenti vacanze in Russia trascorse visitando San Pietroburgo e Mosca ed il boscoso territorio che si attraversa navigando dall’una all’altra città lungo fiumi, laghi e canali a bordo di una nave da crociera fluviale. Tra le interessanti attività che venivano proposte a bordo durante la navigazione vi era anche un mini corso di lingua russa, che naturalmente ho frequentato con piacere e che mi ha consentito di imparare l’alfabeto (come sapete in Russia si usa l’alfabeto cirillico, che non è proprio facilissimo) e qualche frase colloquiale.  Alla fine del corso l’insegnante ha proposto che due dei partecipanti si offrissero per presentare un breve dialogo in russo alla imminente festa conclusiva della crociera, di fronte a tutti i passeggeri riuniti, vogliosi di ridere e scherzare alle spalle di chi sarebbe stato coinvolto alla ribalta. Naturalmente fra i numerosi partecipanti al mini-corso prevaleva il timore di esporsi in pubblico e nessuno si candidava. Alla fine ho accettato io di immolarmi, insieme ad una simpatica signora ex insegnante. E l’ho fatto con naturalezza, sapendo già che cosa mi aspettava e senza cadere nel panico. Non ho dubbi che questo sia stato possibile grazie all’abitudine che ormai ognuno di noi Toastmasters ha acquisito a presentarsi di fronte ad un pubblico e ad esporre un messaggio, breve o lungo che sia. Certo era un’occasione di svago, il contenuto era di modesto significato, ma anche episodi di questo genere ti gratificano e ti aiutano nelle relazioni interpersonali.

Se diventi un Toastmaster un po’ alla volta perdi ogni impaccio e ti trovi a tuo agio in ogni circostanza di relazione con gli altri.

Autostima e rapporti interpersonali: ecco due ambiti nei quali si ottengono grandi e tangibili benefici entrando a far parte di un Club Toastmasters e partecipando alla sua attività.

Giorgio Medi CC
Treasurer

La Vision

Motivazione, Partecipazione, Fiducia, Team Work, Qualità, Trasparenza , Innovazione, Autonomia…

Queste, cari colleghi Toastmasters, saranno le parole chiave che ci guideranno e che porteranno il nostro Club molto lontano e diritto verso la realizzazione degli obiettivi di questa stagione: sarà un anno in cui tutti scopriremo qualcosa di nuovo rispetto al Club, a noi stessi e sui nostri colleghi.

Motivazione. Cosa ci ha spinto e cosa ci spinge ad essere membri del Toastmasters? All’inizio è sicuramente la necessità di imparare a superare l’empasse di trovarsi davanti ad un pubblico ed esserne terrorizzati, ma poi? Una volta affrontati i primi discorsi e quando si cominciano a ricoprire i ruoli più “impegnativi”, ecco che le persone scoprono un mondo che ancora non conoscevano pienamente e anche aspetti di sé, qualità o ambizioni che non pensavano di avere. Così, inizia la trasformazione da Club Member “a spot” a Club Member impegnato nelle varie attività del Club. In ognuno di noi c’è un “tesoro” che va fatto emergere perché porta ricchezza a noi in primo luogo e – di riflesso – anche al Club. Per questo, cari Colleghi, vi invito a porvi la domanda: “Cosa mi motiva di più nell’essere un Club Member del The Xplorers Toastmasters Club?”, a trovare la vostra risposta e ad agire di conseguenza.

Partecipazione. Partecipare alle serate Toastmasters con regolarità, assumere dei ruoli attivi, è parte dell’impegno che ci siamo assunti fondando questo club (ricordate “A Toastmasters Promise”? Non è solo un incipit, è la promessa che tutti noi c’impegniamo a mantenere quando c’iscriviamo e diventiamo Club Members); la partecipazione attiva porta alla scoperta di quanto sia interessante/divertente/istruttivo/ utile essere Club Member del The Xplorers e portare le proprie risorse ad esso, compatibilmente con le proprie energie e disponibilità di tempo.

Fiducia. La nostra riuscita dipenderà moltissimo dal rapporto di fiducia che tutti noi sapremo instaurare gli uni nei confronti degli altri. Ognuno di noi deve potersi sentire a proprio agio vivendo il Club come un ambiente “protetto”, nel quale vengano riconosciute e apprezzate le sue potenzialità; nel quale ciascuno di noi sappia di poter contare sugli altri e in cui si senta autorizzato a poter esprimere – a tutti i livelli – le proprie opinioni, anche discordanti, purché espresse con rispetto; un ambiente nel quale portare le proprie idee e offrire suggerimenti ai Club Officers per migliorare le nostre performances.

Trasparenza. Sarà impegno di tutti i Club Officers essere il quanto più possibile trasparenti rispetto alla gestione del Club e agli obiettivi che ci siamo prefissi – sia a livello personale, sia per il Club – dichiarandoli non solo a voce ma anche apportando contributi alla Newsletter per aggiornare tutti sulla “rotta” che Club prenderà. Così facendo, ne sono certa, riusciremo a instaurare un rapporto di fiducia profondo e anche a gettare le basi per creare un Team.

Team Work. I successi si raggiungono più facilmente lavorando in team, sentendosi una squadra: in questo modo, l’organizzazione di una serata sarà molto più semplice se si creeranno le sinergie per cui – sin dalla prenotazione per un ruolo – i singoli protagonisti sapranno collaborare sentendo il desiderio di creare un successo per sé stessi e per il Club. Se riusciremo a cogliere l’opportunità di lavorare in team, ne gioveremo sicuramente e coloro che parteciperanno come ospiti vedranno un Club di successo e desidereranno prendervi parte.

Qualità. Come si esprime la qualità in un Club Toastmasters? La qualità si esprime attraverso un’adeguata preparazione dei discorsi; nel fornire una valutazione efficace che sia neutra e motivante nella quale far risaltare i punti di forza dello speaker e dare i suggerimenti utili ad individuare i “points for improvement”; nel rispetto dei tempi della serata; nell’accoglienza agli ospiti in modo da farli sentire coinvolti da subito, sia nel corso della serata, sia durante la cena.

Innovazione. Ogni nuova idea che provenga da Club Members o Club Officers, che possa rendere più funzionale e semplice la gestione del Club o delle serate; che contribuisca a farci conoscere al pubblico, è la benvenuta.

Se riusciremo a cogliere la sfida di realizzare in pieno la Vision, andremo nella direzione di una maggiore Autonomia del nostro Club che si esprimerà attraverso una personalità forte e ben definita, regole scelte e condivise e abitudini consolidate. Il tutto, lasciando comunque spazi aperti per la collaborazione con gli altri Club Toastmasters esistenti in Italia.