Ti ricordi di come eri impacciato?

Mi sono spesso interrogato su quale sia la vera forza di Toastmasters, un’organizzazione in continua espansione, che genera in ogni paese del mondo consensi ed entusiasmo crescenti, avendo come obbiettivo quello di migliorare nei suoi aderenti la capacità nel public speaking e le doti di leadership.

La risposta risiede nella cosiddetta formula dell’attività dei Clubs e delle strutture sovrastanti, aree, distretti, ecc.  Si tratta dell’intreccio tra esercizio pratico guidato, motivazione personale spontanea e ambiente amichevole.

Si lavora seriamente, sia da soli prima del meeting che insieme agli altri Club Members durante il meeting.  Prima ci si prepara, con uno sforzo guidato ma che lascia ampi spazi alla tua creatività e al tuo estro, e poi durante il meeting si presenta agli altri la propria performance, semplice o complessa che sia, ci si confronta, si fornisce e si riceve una valutazione.  Tutto questo avviene in un clima amichevole e stimolante, nel quale ognuno è incoraggiato a mostrare quello che sa fare e ben presto perde la paura di esporsi, di presentarsi così com’è. Perché capisce rapidamente che proprio in questo consiste il principale esercizio che tutti compiamo: quello di esporci, di mostrarci per quello che siamo, scoprendo che piano, piano (ma nemmeno poi tanto piano) correggiamo i nostri difetti, perdiamo i nostri piccoli o grandi vizi nell’esprimerci, impariamo le principali tecniche e qualche semplice trucco per non bloccarci davanti ad un uditorio.  E miglioriamo, miglioriamo continuamente, e ce ne accorgiamo noi per primi, ma ce lo sentiamo confermare anche dagli altri Club Members, che ci aiutano ad individuare i nostri punti deboli (points for improvement).

L’esercizio che così compiamo per tutta una stagione ci procura molti benefici: ci rende capaci di esporre in modo efficace le nostre idee o il nostro parere nell’attività lavorativa, soprattutto quando abbiamo davanti ad un gruppo nutrito di persone o ai livelli elevati dell’organizzazione aziendale, di fronte ai quali è naturale essere un po’ intimiditi, poiché in quella circostanza non si può sbagliare, quello è il momento in cui quelle persone si formano un giudizio su di noi, oppure lo possono cambiare.  Ma i benefici si manifestano anche nella vita extra lavorativa, quando comunque ci capita di dover condensare in poco tempo un messaggio da comunicare oralmente, ogni volta che ci relazioniamo ad un gruppo di altre persone, nell’assemblea degli studenti, in quella dei genitori della scuola dei nostri figli, in un dibattito pubblico a cui siamo andati perché siamo stufi di come sia male amministrata la nostra città o il nostro quartiere, ma anche, come capita a me, quando discutiamo con i nostri amici riuniti, con i quali abbiamo iniziato un discorso serio, o addirittura quando vogliamo raccontare loro una barzelletta. Quante volte ci siamo tirati indietro perché abbiamo avuto paura di non raccontarla bene?

A questo proposito Vi posso portare una mia testimonianza fresca, fresca, derivata dalle mie recenti vacanze in Russia trascorse visitando San Pietroburgo e Mosca ed il boscoso territorio che si attraversa navigando dall’una all’altra città lungo fiumi, laghi e canali a bordo di una nave da crociera fluviale. Tra le interessanti attività che venivano proposte a bordo durante la navigazione vi era anche un mini corso di lingua russa, che naturalmente ho frequentato con piacere e che mi ha consentito di imparare l’alfabeto (come sapete in Russia si usa l’alfabeto cirillico, che non è proprio facilissimo) e qualche frase colloquiale.  Alla fine del corso l’insegnante ha proposto che due dei partecipanti si offrissero per presentare un breve dialogo in russo alla imminente festa conclusiva della crociera, di fronte a tutti i passeggeri riuniti, vogliosi di ridere e scherzare alle spalle di chi sarebbe stato coinvolto alla ribalta. Naturalmente fra i numerosi partecipanti al mini-corso prevaleva il timore di esporsi in pubblico e nessuno si candidava. Alla fine ho accettato io di immolarmi, insieme ad una simpatica signora ex insegnante. E l’ho fatto con naturalezza, sapendo già che cosa mi aspettava e senza cadere nel panico. Non ho dubbi che questo sia stato possibile grazie all’abitudine che ormai ognuno di noi Toastmasters ha acquisito a presentarsi di fronte ad un pubblico e ad esporre un messaggio, breve o lungo che sia. Certo era un’occasione di svago, il contenuto era di modesto significato, ma anche episodi di questo genere ti gratificano e ti aiutano nelle relazioni interpersonali.

Se diventi un Toastmaster un po’ alla volta perdi ogni impaccio e ti trovi a tuo agio in ogni circostanza di relazione con gli altri.

Autostima e rapporti interpersonali: ecco due ambiti nei quali si ottengono grandi e tangibili benefici entrando a far parte di un Club Toastmasters e partecipando alla sua attività.

Giorgio Medi CC
Treasurer

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